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Uomo e Donna, voi avete due orecchie per sentire lo stesso suono, due occhi per vedere la stessa luce, due mani per compiere lo stesso atto. Così la Sapienza ha due branche: l'exoterica (esteriore) e l'esoterica (interiore o interna). L'exoterica insegna, impara, parla, si organizza. L'esoterica non si impara, nè s'insegna, ma si manifesta nel silenzio e viene dall' "alto".

 

​STORIA UFFICIALE DELL'ORDINE MARTINISTA NAPOLITANO ©

​a cura dell'Associazione Orifiamma Egizia - Studi Iniziatici


Il "Martinismo" è un movimento iniziatico, aperto ad uomini e donne di desiderio, che esprime la Tradizione esoterica unica mediante simboli cristiani-cabalistici. Esso deve il suo nome al filosofo francese Louis Claude de Saint-Martin, vissuto nella seconda metà del XVIII Secolo, che diffuse un insegnamento basato sulla preghiera "del cuore" o "cardiaca" per il raggiungimento del perfezionamento interiore dell'uomo e della sua unione col divino.

Maestro di L.C. de Saint-Martin fu il massone Martinèz de Pasqually, che fondava invece il proprio insegnamento su tecniche magico-teurgiche evocative, le quali miravano alla reintegrazione dell'uomo con la sua essenza  "angelica", come integro era Adamo prima della caduta dal Paradiso. In tale stato "adamitico" l'uomo può avere contatto con l'invisibile e comandare a certi enti che lo popolano.

L.C. de Saint-Martin aveva organizzato il proprio gruppo di discepoli, non secondo una struttura che somigliasse ad un ordine, bensì semplicemente come un gruppo di "intimi" con cui condividere la propria visione esoterica, che si propagò tramite una catena di "libere iniziazioni".

Di seguito la catena delle "libere iniziazioni", come ci è giunta dalle testimonianze storiche. Qui sono rappresentati le due linee fino a Chaboseau e a Papus, ma sappiamo che esistono altre linee di diffusione primitiva degli "Intimi" di L.C. De Saint Martin.
​Teniamo presente che molte delle notizie storiche relative ad Ordini e Fratellanze iniziatiche derivano dalla trasmissione orale ed a volte sono coperte da una certa riservatezza (nel martinismo, così come in altri contesti, vige la regola di non rivelare il nome del proprio iniziatore), quindi risulta a volte difficoltoso ricostruire o certificare con assoluta certezza storica le varie vicissitudini.
​Anche perché ai tempi vi fu un intenso fermento culturale ed iniziatico e spesso i vari personaggi, di cui oggi sono a noi pervenuti i nomi profani, erano usi scambiarsi a vicenda le proprie linee iniziatiche.
​Noi ci basiamo sui dati universalmente noti e riconosciuti, sui documenti del nostro archivio e sulla tradizione orale che ci è stata a nostra volta tramandata e che poniamo per iscritto, onde garantirne la futura memoria.

                                             L. C. de Saint Martin (1743-1803)

Abate de La Noue († 1820)                                                      J. Antonio Chaptal († 1832)
Antonio Maria Hennequin († 1840)                                          ? (prob. A. Esquiros † 1876)
Enrico de La Touche († 1851)                                                  Enrico Delaage († 1882)
Adolfo Desbarolles († 1880)                                                     Gerardo Encausse (Papus) († 1916)
Amelia de Boisse-Mortemart nata de Nouel de La Touche  
Agostino Chaboseau († 1946)  

Nel 1891 l'esoterista francese Gérard Encausse alias Papus fondò in Francia il primo "Ordine Martinista", una struttura volta a conservare e trasmettere l'insegnamento martinista.

In Italia e nel mondo esistono oggi diversi Ordini Martinisti, alcuni dei quali derivati da diaspore interne ai vari gruppi, altri da filiazioni autonome, e fra la maggior parte di questi vige il reciproco riconoscimento.

Il Nostro Venerabile “Ordine Martinista Napolitano", oggi “Ordine Martinista Di Rito Napolitano" non deriva da una delle diaspore dell'Ordine Martinista francese fondato da Papus, ma è una linea a sè stante, nata a partire da un nucleo di discepoli napoletani del 1800, contemporaneamente eredi di una tradizione ermetica egizio-napoletana transitata attraverso Raimondo de Sangro, iniziati da Eliphas Levi (a sua volta iniziato al martinismo da H. Delaage e alla magia trasmutatoria da Don Antonio Marino abate di S.Giovanni a Carbonara) e, quindi, collegati idealmente in linea diretta ai primi discepoli "intimi" di L. C. De Saint Martin.
​Ciò stante, all'interno dell'Ordine sono custodite, attraverso regolare trasmissione tradizionale, nella persona del Suo G:::M::: e dei Suoi S:::I:::I:::, alcune linee iniziatiche risalenti allo stesso Papus, alla Filiazione Russa degli Intimi di Saint Martin e a Nebo.
In base a quanto detto, l'Ordine Martinista Di Rito Napolitano riunisce in sé le prerogative del martinismo francese e quelle dell'ermetismo “napolitano”.

Già lo studioso Francesco Brunelli, alias Nebo, personaggio al centro di numerose organizzazioni iniziatiche negli anni '70 (Gran Maestro dell'Ordine Martinista Antico e Tradizionale, Gran Jerofante dell'Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraim - filiazione Ambelain, Episcopo della Chiesa Gnostica Italiana - fil. Ambelain) e vicino a Luigi Petriccione (uno dei protagonisti del Martinismo Napolitano, come vedremo), scrisse nel suo “Il martinismo e l'Ordine martinista” (Ed. Volumnia – Perugia):
«Sotto il nome di Martinisti Napoletani i discepoli di Eliphas Levi ed i suoi biografi designano un gruppo di discepoli italiani del Maestro, cittadini del Regno delle Due Sicilie, fra i quali principalissimo il Barone Nicola Spedalieri che era “napoletano”... di Catania e cioè siciliano e come tale cittadino del Regno di Napoli “al di là del Faro”, come allora si diceva».

La cronologia dei Maestri legati al Martinismo Napolitano principia nel '700 da Raimondo De Sangro, (1710+1769), Principe di Sansevero, depositario, come sopra accennato, di un'antica tradizione collegata ai culti egizi importati dalla colonia alessandrina presente nel III sec. a.C. nel quartiere di Napoli oggi noto come Nilense (a pochi passi dalla famosa Cappella San Severo, ove lo stesso Raimondo fece porre opere scultoree dagli evidenti simbolismi esoterici), nonché derivatagli da contatti con l'ambiente alchemico rosacruciano del '600.
In tale milieu seicentesco figurarono tal Federico Gualdi, alchimista attivo nella Repubblica Veneta, e la Regina Cristina di Svezia, attorno alla quale si formò un cenacolo romano di alchimisti: Francesco Maria Santinelli, Giuseppe Francesco Borri, Padre Athanasius Kircher, Massimiliano Savelli di Palombara (autore della famosa “Porta Alchemica” visibile oggi in Piazza Vittorio a Roma).

Per dovere di cronaca, da Raimondo De Sangro e da alcuni membri della famiglia D'Aquino, discenderanno, tra l'altro:
​+ la Massoneria Egiziana in 3 gradi di Cagliostro (comprendente i 3 gradi femminili delle cosidette “Logge d'adozione”)
​+ il sistema in 3 gradi della Stella Fiammeggiante del Barone di Tschoudy (il quale compilò anche alcuni “Rituali Alchemici degli Alti Gradi”)
+ i 4 gradi (o 3 gradi) cosiddetti “Arcana Arcanorum” o “Scala di Napoli” (un regime filosofico egizio-ellenico, culmine della rivelazione iniziatica in veste massonica), esportati in Francia nel 1816 dai Fratelli Joly, Gabboria e Garcia e posti al vertice di un sistema muratorio egiziaco di 90.'. gradi, noto come Rito di Misraim.

Per i nostri fini, comunque, proseguiamo dicendo che il deposito iniziatico trasmutatorio “napolitano”, giunto a Don Antonio Marino (1810+1856), abate di S.Giovanni a Carbonara, passò da costui ad Eliphas Levi, anello di congiunzione principale con il martinismo francese.

Principali discepoli “martinisti napolitani” di Eliphas Levi furono quindi:
+ il Barone Nicola Spedalieri (1812+1887): celebri sono le lettere cabalistiche a lui destinate dal Maestro E. Levi
+ Giustiniano Lebano (1832+1909): detto "Sairtis Hus", certamente fece parte di un circolo martinista operante a Napoli, in stretti rapporti con la Società Magnetica di Avignone; ebbe, tra gli altri, contatti con la russa Helena P. Blavatsky (1831-1891), fondatrice della "Società Teosofica" e con Sir E. B. Lytton.
Lebano inoltre fece parte, prima, dei Riti di Memphis-Misraim unificati da G. Garibaldi e, poi, di un “Grande Oriente Egizio”, di cui fu egli stesso fondatore. Riguardo quest'ultimo, i suoi Statuti (in Archivio) recitano così: “La formula del Grande Oriente Egizio è un'esplicazione solare dell'idea scientifica, religiosa e magica, sotto l'apparenza moderna massonica. La sua manifestazione ierogrammatica e ierografica è espressa nel sigillo generale dell'Oriente antico, il sole che esce o si leva dal mare. Oriente del sole unico della scienza perfetta, assoluta ed immutabile. Il nome speciale di Egizio o Egiziano è simbolico ed esplicativo della formula precedente – considerando l'Egitto come punto intermedio tra due rivelazioni pratiche, l'orientale e l'occidentale, e segnante il punto d'unione delle due manifestazioni simboliche delle stesse verità”.
+ Pasquale De Servis (1818+1893) "Izar", il quale a sua volta fu il Maestro di Ciro Formisano "J.M. Kremm-erz​" (1861+1930, Superiore Incognito martinista egli stesso, fondatore di quella che può essere considerata una variante del Martinismo Napolitano, detta “Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam”, e membro del Grande Oriente Egizio di Lebano; nella rivista "Nova Lux" di Roma, Kremmerz veniva appellato Superiore Incognito martinista, mentre nella rivista "O' Thanatos", all'epoca bollettino dell'Ordine Martinista diretto dal Banti, figurava nel comitato di redazione; da documenti del fondo Papus di Lione risulta che Kremmerz fu “Delegato speciale” dell'Ordine Martinista per la Campania; il Kremmerz, manco ce ne fosse bisogno di dirlo, all'epoca figurò nelle monografie del Gruppo di Ur - oggi in "Introduzione alla magia" vol. 1-2-3 Ed. Mediterranee - e venne citato come autorevole punto di riferimento da personaggi come J. Evola, A. Reghini, o M. E. Allegri nel suo "Introduzione al segreto massonico").
Pasquale De Servis viene comunemente individuato come l'autore anonimo delle “Lunazioni” diffuse all'interno della Miriam; egli fu particolarmente versato nella magia di origine caldea, mentre il suo discepolo, Kremmerz, si dedicò a creare una sintesi rituale che riunificasse analogicamente gli elementi di origine caldea, egizia, cabalistica e cristiana, secondo il percorso attraverso il quale si è manifestata, occultandosi, la corrente della Sapienza Iniziatica.

Eliphas Levi stabilì, tra l'altro, un contatto iniziatico con l'inglese Sir Edward Bulwer Lytton - 1803+1873, che fu introdotto nell'ambiente napoletano presso G. Lebano. Il Lytton fu autore del romanzo iniziatico "Zanoni" e da lui derivò la "Societas Rosacruciana in Anglia", da cui la "Golden Dawn".

Da Giustiniano Lebano la tradizione del “Martinismo Napolitano”, attraverso i membri della Famiglia Petriccione (Gaetano ed Eduardo) ed altri ermetisti (come si evince dalla Cronologia sottostante), giunse a Luigi Petriccione (Napoli, 1928 + Nozzano S.Pietro – Lucca, 1995), dei Duchi Giordano d'Oratino, figlio naturale di Edoardo Petriccione (“Geber”) e discepolo di Luigi Ciardiello ("L'Argonauta").

Egli agì negli anni '70 come Gran Maestro del Martinismo Napolitano e della Rosa Croce d'Oro, noto con gli ieronimi "Userkaf" nel martinismo, "Caliel" per la R+C d'Oro e “Izar” come Ammonio.
​Dall'Archivio dell'Ordine risultano le seguenti altre cariche rivestite da Luigi Petriccione:
+ Episcopo nell'Ecclesia Gnostica Italiana con lo ieronimo "Tau-Chrisogonos"
+ 33.'. nella massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato.

Nel 1976 (come da documenti storici presenti in Archivio), fu promotore e guida di un'iniziativa volta a riunificare alcune Fratellanze iniziatiche, rappresentative delle maggiori correnti italiane dell'epoca, in un' "Alleanza Universale delle Fratellanze Ermetiche".
Nel progetto, come risulta dai documenti in Archivio, oltre ad attribuire a ciascun delegato la guida di ciascuna singola Fratria (Fratria Martinista di Rito Kremmerziano al Fr. Mario Betti "Melahel", Fratria per la Rosa Croce Cattolica del Sar Peladan in Italia al Fr. F.D. "Laviiah", Fratria del Rito Olimpico Romano al Fr. E.D.P. "Mizrael", Fratria per il Rito Massonico al Fr. Giuseppe Costa "Sitael"), Luigi Petriccione teneva per sè "ad interim" la guida della Fratria per il Rito Gnostico (oltre a detenere sempre il ruolo di Capo unico dell'Alleanza), e affidava la realizzazione di una Fratria Martinista di Rito Napolitano (nascente dalla prevista fusione della “Fratria della Rosa+Croce d'Oro Italiana” con l' “Ordine Martinista Antico e Tradizionale”) a Francesco Brunelli "Nebo" (che dell' "O.M.A.T." era Gran Maestro in carica).
Il Prof. Petriccione, infatti, ebbe in vita un proficuo rapporto umano ed iniziatico proprio con Francesco Brunelli, cui trasmise alcuni insegnamenti trasmutatori dei “Martinisti Napolitani”, ed il Brunelli pose in seguito tale deposito iniziatico in seno all'Ordine Martinista Antico e Tradizionale, per sua stessa documentata dichiarazione (v. “Il martinismo e l'Ordine martinista” - Ed. Volumnia - Perugia).
En passant, da quanto presente nell'Archivio dell'Ordine, risulta che l'attribuzione di delega per la guida di una Fratria nell'ambito dell'Alleanza aveva una valenza che si limitava a quel compito specifico, né da essa sarebbe possibile immaginare o desumere altri titoli o incarichi postumi alla dipartita di "Caliel" che travalicassero tale compito in senso più generale.

Ad ogni modo, come unico vivente tra i presenti alla riunione del 1976 per l'Alleanza Universale delle Fratellanze Ermetiche guidata dal Prof. Petriccione, resta oggi soltanto il Fr. M.B. "Melahel" (delegato per la Fratria Martinista di Rito Kremmerziano).
​Peraltro l'O.M.A.T. e l'Ordine Martinista Napolitano furono due entità che andarono incontro, ciascuna, ad una propria degna evoluzione.
Venuto infatti a mancare prematuramente il Gran Maestro dell'O.M.A.T. Francesco Brunelli "Nebo" nel 1982, Luigi Petriccione (Caliel) continuò per altri 13 anni, fino al 1995 (anno della sua scomparsa terrena), ad impartire i suoi insegnamenti in veste di Gran Maestro del Martinismo Napolitano e della Rosa Croce d'Oro ad una cerchia di pochissimi allievi, tra cui il suo discepolo prediletto e successore alla carica di Gran Maestro: il romano Mauro Primavera da Marino (1950+2015), alias + Haiaiel +, dal 1980 in poi fedelmente al fianco di +Caliel+, anche nel periodo in cui il Maestro stette meno bene fisicamente e fino al momento del suo trapasso.

​Il Gran Maestro Mauro "Haiaiel" Primavera, dopo aver operato per favorire l'apertura di Accademie tra Roma e Napoli, nonché in Brasile, trascorse pure lui l'ultimo periodo della sua esistenza terrena trasmettendo a sua volta gli insegnamenti dell'Ordine Martinista Napolitano e della Rosa+Croce d'Oro in maniera “intima” e più che riservata.
Il 30 Novembre 2015 il G.M. Mauro "Haiaiel" Primavera ha oltrepassato il "velo", lasciando successione testamentaria scritta della Gran Maestranza al suo discepolo prediletto + Lekabel + (omissis - vivente, S:::I:::I:::, Episcopo Gnostico, 33.'.66.'.90.'.97.'.).
A seguito di quest'atto è avvenuto il trasferimento dell'Archivio rituale, librario e documentale dell'Ordine.

L'Ordine Martinista Napolitano (oggi Ordine Martinista Di Rito Napolitano) è attualmente attivo e operante.
La trasmissione degli insegnamenti è riservata ai meritevoli, “da bocca a orecchio”, per legge assoluta di Amore Ermetico, essendo ripagata dalla pratica indefessa e dalla dedizione all'Ordine di ciascuno dei suoi membri.
Alcune “Logge” sono attualmente presenti al Nord, al Centro e a Sud della penisola.

Va chiarito che l'aggettivo "napolitano" è altamente simbolico ma non vincolante, per la sede dove di volta in volta l'Ordine si manifesta. La parola "napolitano" (così come, per altri versi, la parola "egizio") è da leggersi oltre il contesto geografico, in questo caso come "neapolitano", cioè facente riferimento alla "nea-polis" = la "città nuova" e, quindi, quel luogo sacro celeste al di là dello spazio e del tempo profani, ove l'iniziato aspira a riprender dimora.

L.C. De Saint Martin, in alcune sue opere, traspare alludere ad uno stato di coscienza “solare”, non a caso l'Ordine Martinista (nelle sue varianti più o meno pregne di fattori ermetici e trasmutatori) è da annoverarsi fra quegli “Ordini Illuministici” (detti così, non in riferimento all'epoca dei lumi - movimento filosofico del XVIII secolo - ma perchè il cammino proposto consentirebbe di conseguire la "Luce", o "Lume eterno", come lo chiamava R. De Sangro) che si collocano in cima alla progressione iniziatica tradizionale.

All'interno del Nostro Venerabile Ordine, sono custoditi anche il Deposito della Discendenza Apostolica Gnostica ed il Deposito dei Gradi Egiziaci, facendo risorgere in noi quell'ideale di "Alleanza" e riunificazione delle maggiori correnti iniziatiche occidentali.

Per quanto riguarda la cosiddetta "Rosa+Croce d'Oro"...viene da chiedersi cosa sia.
Ebbene, Essa è - come recitano gli Statuti - “la Scuola Interna della Sapienza, in quanto possiede non solo la lettera della Santa Legge, ma lo spirito e la pratica di essa”.

+

Cronologia dei Maestri collegati all'Ordine (omettiamo in questa sede il pronome "Don", che precede abitualmente i nomi dei Gran Maestri dell'Ordine):

1) Raimondo Maria de Sangro (1710+1769), Principe di Sansevero, Duca di Torremaggiore;
2) Vincenzo de Sangro (1743+1790), suo primogenito, comandante la Guardia Reale di Ferdinando I di Borbone;
3) Paolo d'Aquino, Principe di Palena (nipote di Luigi d'Aquino ​- 1739+1783 - a sua volta cugino di Raimondo de Sandro e maestro di Cagliostro​​);
4) Pietro d'Aquino, nipote di Paolo, Conte di Caramanico;
5) Antonio Marino (1810+1856) abate di S.Giovanni a Carbonara, iniziatore e maestro nell'Arte Regia di A.L. Constant detto "Eliphas Levi" ​(1810+1875);
Antonio Marino ebbe come collaboratori Domenico Bocchini (1775+1840) detto "Nicodemo Occhiboni" e Orazio De Attellis (1774+1850) detto "Setteali";
6) Pasquale de Servis (1818+1893) "Izar", figlio naturale di Francesco I di Borbone, discepolo di Eliphas Levi, nonché successore di Antonio Marino; fu maestro di Ciro Formisano "J.M. Kremm-erz​" (1861+1930);
7) Giustiniano Lebano (1832+1909), figlio di ​Filippo Lebano, avvocato, detto "Sairtis Hus";
8) Gaetano Petriccione (1835+1917) "Morienus", figlio naturale di Ferdinando II delle due Sicilie, discepolo dello Spedalieri e di G. Lebano;
​​9) "Philalethes Jatricus", discepolo di "Morienus";
10) Vincenzo Gigante (+1968), discepolo del Lebano;
11) Eduardo Petriccione "Geber" (1891+1966), figlio naturale di Gaetano;
12) Filippo Costa "Ishabel", discepolo di "Philaletes Jatricus";
13) Luigi Ciardiello de Bourbon-France "L'Argonauta", discepolo di V. Gigante;
14) Luigi Petriccione "Caliel", dei Duchi Giordano d'Oratino, figlio naturale di Edoardo e discepolo de "L'Argonauta"; Gran Maestro del Martinismo Napolitano e della Rosa+Croce d'Oro;
15) Mauro Primavera "Haiaiel" (1950+2015) discepolo prediletto di Caliel e suo successore come Gran Maestro; detto anche "il generosissimo di Dio"
16) + ​Lekabel + (omissis - vivente) discepolo prediletto di ​Mauro Haiaiel Primavera e suo successore come Gran Maestro dell'Ordine.

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