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Il Maestro Don Luigi Petriccione (Napoli 23-7-1928 - Nozzano S.Pietro 29-3-1995) dei Duchi Giordano d'Oratino, figlio naturale di Eduardo, discepolo de «L'Argonauta». Fu tra l'altro Gran Maestro del Martinismo Napolitano e della Rosa+Croce d'Oro con gli jeronimi Usarkaf/Caliel, depositi pervenutigli dai discepoli martinisti partenopei del Maestro Eliphas Levi.

Egli, tra le altre cose, tentò di instaurare un'Alleanza tra le varie fratellanze, ordini ovvero Fratrie esistenti (di Rito Martinista, Kremmerziano, Massonico, Olimpico greco-romano, ecc.), le quali, pur nelle rispettive diversità, sono analogiche nelle funzioni e discendono da un'unica Aurea Rosa+Croce. Fu insigne studioso di araldica e di religioni. Anche in quest'ultimo campo approfondì, in accordo con la dottrina R+C, la fondamentale unità di tutti i Culti (Cristiano, Ebraico, Islamico, Buddista, Etrusco, ecc. ecc.), risalenti ad un'unica Tradizione Primordiale, detta anche Noachita, Religione Naturale, o Prisca Theologia, la cui espressione più confacente la si ritrova nell'Ecclesia Gnostica Apostolica Universale. Infine, pur non occupandosi di politica profana, si interessò alle numerose leggende riguardanti il mitico ritorno di una figura che riunisca in sè il potere regale e quello sacerdotale, e che avrebbe il potere di riportare l'ordine nel mondo. Dunque Caliel fu indubbiamente un personaggio molto interessante per la vastità dei campi del sapere che penetrò con la sua coscienza.

​Tra le opere che scrisse e curò ricordiamo:


​"Magnetismo e terapeutica"
Traduzione ​e note a "Il libro segreto della magia divina - Arbatel"
"Apocrifo greco del ritorno al pleroma"
​"Ascesa alla vetta suprema dell'Olimpo" (discorso di Ermete ad Asclepio) - commento
​"L'arte reale nella cavalleria e nell'alchimia"
 "Il Sacramentario segreto" *
"La magia eonica" *

 

 

* Furono, questi fascicoli riservati ai membri dell'Ordine, oggi in parte pubblicate e facilmente acquisibili da chiunque.

​Ricordiamo a tal uopo ciò che i Nostri Venerati Maestri Passati ci comunicarono a più riprese: le autentiche "cifre" (glifi, segni, ecc.) non sono quelle palesate nei grimori, le quali possono essere dei punti d'inizio, ma vengono concesse direttamente al discepolo avanzato che ne fa uso scrupoloso e riservato.
​Peraltro, chi tentasse delle operazioni, senza esservi stato iniziato, lo farebbe sempre a proprio rischio e pericolo, e potrebbe succedere, nella migliore delle ipotesi, che vi sia un effetto debolissimo e impercettibile.

​Ecco che gli autentici secreti dell'Ordine sono conservati e chiusi con chiave a doppia mandata e, pertanto, non suscettibili di profanazione alcuna.

"Trasumanar significar per verba
non si poria; però l'essemplo basti
a cui esperienza grazia serba."

(Alighieri - Paradiso, canto I, vv. 70-73)